Laser a diodo: perché due macchinari apparentemente simili possono dare risultati molto diversi
- 29 lug
- Tempo di lettura: 6 min
Aggiornamento: 21 ore fa
non guardare solo Watt e numero di barre
2.000 Watt. 3.000 Watt. 4.000 Watt.
12 barre. 16 barre. 20 barre. 3 lunghezze d'onda. 4 lunghezze d'onda.
Nel mercato dell'epilazione laser professionale sembra esserci una gara continua a chi presenta il numero più grande.
Ed è comprensibile.
I numeri sono semplici da comunicare e soprattutto semplici da confrontare. Se un laser ha 2.000 Watt e un altro ne dichiara 4.000, viene naturale pensare:
“Quello da 4.000 Watt sarà sicuramente più performante.”
Ma è davvero così?
Non necessariamente.
La potenza è certamente un parametro importante, così come lo sono la configurazione del manipolo e le caratteristiche della sorgente. Ma giudicare un laser a diodo soltanto dal numero di Watt o di barre significa valutare una parte del sistema e ignorare tutto il resto.
E nell'epilazione laser, il risultato nasce proprio dall'equilibrio dell'intero sistema.
Partiamo dai Watt: cosa ci stanno realmente dicendo?
Quando confrontiamo due laser, uno dei primi numeri che troviamo sulla scheda tecnica è la potenza espressa in Watt.
Ma attenzione.
Potenza dichiarata e qualità del trattamento non sono sinonimi.
Sapere che un manipolo dispone di una determinata potenza non ci dice, da solo, come quella potenza venga effettivamente utilizzata. Bisogna considerare contemporaneamente molti altri elementi:
la qualità della sorgente;
la stabilità dell'erogazione;
la dimensione dello spot;
la durata dell'impulso;
la frequenza;
il sistema di raffreddamento;
il software;
la qualità costruttiva del manipolo;
la gestione termica;
e naturalmente i parametri realmente utilizzabili durante il trattamento. Per questo la domanda corretta non dovrebbe essere:
“Quanti Watt ha?”
Ma:
“Come vengono utilizzati quei Watt?”
Più potenza significa automaticamente più risultato?
No….le tecnologie sono regolamentate / limitate dalla legge italiana con la 206/2015 e soprattutto durante ogni trattamento non si utilizzerà MAI la massima potenza …..per cui non sarà necessario utilizzare tutta la potenza disponibile.
Un'automobile con un motore molto potente non viene guidata continuamente alla massima velocità. La potenza disponibile rappresenta una capacità del sistema. Poi bisogna capire come quella capacità viene gestita. Nel laser a diodo il nostro obiettivo non è vincere una gara di Watt.
L'obiettivo è poter lavorare con parametri adeguati, in maniera controllata e coerente con le caratteristiche della persona trattata e con le indicazioni previste per l'apparecchiatura.
La tecnologia deve permettere alla professionista di lavorare bene. Non semplicemente mostrare un numero impressionante sulla brochure.
E il numero di barre?
Altro argomento molto utilizzato commercialmente.
“Questo laser ha 12 barre.”
“Il nostro ne ha 16.”
“Questo modello arriva a 20.”
Anche in questo caso, il dato può avere un significato tecnico, ma non dovrebbe essere isolato dal resto della configurazione.
Il numero di barre non racconta automaticamente la qualità della sorgente, la sua efficienza, la stabilità, la gestione termica o la qualità complessiva del manipolo. Due manipoli che dichiarano lo stesso numero di barre possono avere caratteristiche e comportamento differenti.
E due sistemi con un numero diverso di barre non possono essere classificati automaticamente dicendo:
più barre = laser migliore.
Bisogna guardare l'insieme.
Anche le lunghezze d'onda sono diventate un numero da vendere
Negli ultimi anni abbiamo assistito a un fenomeno simile anche con le lunghezze d'onda.
Prima una.
Poi due.
Poi tre.
Poi quattro.
E ancora una volta rischia di passare un messaggio molto semplice:
“Più lunghezze d'onda ci sono, migliore sarà il laser.”****….leggete la scheda imposta dal governo, affidatevi dell’esperienza di chi non sceglie la moda ma la sostanza, chiedete info e valutate se è meglio la performance del risultato sostenibile nel tempo o la nosvità…..
Ma una tecnologia professionale non dovrebbe essere valutata contando semplicemente quanti numeri compaiono sulla scheda tecnica. Bisogna capire perché una determinata configurazione è stata scelta e come viene utilizzata.
Una caratteristica tecnica ha valore quando contribuisce concretamente al funzionamento e alla versatilità del sistema. Non semplicemente quando permette di aggiungere una riga alla brochure.
Lo spot conta più di quanto si pensi
C'è poi un parametro che spesso riceve molta meno attenzione commerciale: la dimensione dello spot. Lo spot rappresenta l'area interessata dall'emissione durante il trattamento.
La sua dimensione influisce sul modo in cui viene eseguito il lavoro e sulla velocità con cui possono essere trattate determinate aree. Anche qui, però, non esiste semplicemente “più grande = migliore”.
Lo spot deve essere considerato insieme alla potenza disponibile, alla modalità di lavoro e alla capacità del sistema di mantenere prestazioni adeguate.
Ancora una volta:
è l'equilibrio a fare la differenza**…mix Hertz / Joule / millisecondi / tempo di raffreddamento e tempo di surriscaldamento termico.**
Il raffreddamento non è un dettaglio
Possiamo avere una sorgente molto potente, ma dobbiamo anche essere in grado di gestire quella potenza. Per questo il sistema di raffreddamento, e nei laser tendenzialmente sono almeno due e separati, sono uno degli elementi importanti nella progettazione di un laser a diodo.
Durante sessioni di lavoro prolungate la tecnologia deve essere capace di gestire il calore prodotto e mantenere condizioni operative adeguate. E c'è anche il comfort della persona trattata.
Il sistema di raffreddamento del manipolo contribuisce a rendere il trattamento più gestibile e confortevole, secondo le modalità previste dalla tecnologia. Per questo, quando valutiamo un laser, non chiediamo soltanto:
“Quanto è potente?”
Chiediamo anche:
“Come viene gestita quella potenza?”
Poi c'è la stabilità
Questo è un aspetto meno spettacolare da inserire in una pubblicità. Ma per chi lavora tutti i giorni può diventare molto più importante. Una tecnologia professionale deve essere progettata per lavorare con continuità.
Non deve impressionarci soltanto durante una dimostrazione di venti minuti. Deve convincerci dopo mesi e anni di utilizzo.
La qualità di una tecnologia emerge nella capacità di mantenere un comportamento coerente durante il lavoro, nella gestione delle sessioni prolungate, nell'affidabilità dei componenti e nella durata del sistema.
Una tecnologia professionale non deve essere performante soltanto quando è nuova.
Deve essere affidabile nel tempo.
Il manipolo è uno degli elementi più importanti
Quando si parla di laser a diodo tendiamo a guardare il grande display della macchina. Ma una parte fondamentale del lavoro avviene nel manipolo.
Peso.
Ergonomia.
Dimensioni.
Qualità costruttiva.
Sistema di raffreddamento.
Dimensione dello spot.
Maneggevolezza.
Un'operatrice può utilizzare il manipolo per molte ore. Una differenza che durante una dimostrazione sembra insignificante può diventare enorme dopo decine di trattamenti. Per questo una tecnologia dovrebbe essere anche provata, non soltanto letta su una scheda tecnica.
Il software deve aiutare, non complicare
Un'altra caratteristica spesso sottovalutata è l'interfaccia, che spesso…”per avercelo più lungo” riconosce anche se il paziente / cliente ha bevuto il caffè appena sveglio……mahhhhh.
Una tecnologia professionale può essere sofisticata internamente e contemporaneamente semplice da utilizzare.
Anzi, dovrebbe esserlo.
Il software dovrebbe aiutare l'operatrice a impostare e gestire correttamente il trattamento secondo i protocolli previsti dalla formazione di chi vi ha venduto / noleggiato la macchina.
Semplicità non significa avere una tecnologia meno evoluta.
Molto spesso significa che qualcuno ha lavorato per rendere semplice ciò che tecnicamente è complesso. Ed è un principio nel quale crediamo molto.
Ma soprattutto: chi utilizza il laser?
Possiamo confrontare Watt, barre, spot, frequenze e sistemi di raffreddamento per ore. Poi però arriva il momento del trattamento. Ed entra in gioco la variabile più importante:
la professionista.
Una tecnologia eccellente utilizzata senza una formazione adeguata non esprime necessariamente il proprio potenziale.
Bisogna conoscere la macchina.
Comprendere i parametri.
Saper effettuare una corretta valutazione preliminare.
Conoscere indicazioni e controindicazioni.
Seguire i protocolli.
Saper valutare l'evoluzione del percorso. E sapere quando un trattamento non deve essere effettuato. Per questo, quando acquistiamo un laser, non dovremmo chiedere soltanto:
“Quanto è potente?”
Dovremmo chiedere anche:
“Quanto sarò preparata a utilizzarlo?”
E dopo l'acquisto?
C'è un'altra caratteristica che non troverai espressa in Watt.
L'assistenza.
Un laser professionale è una tecnologia importante per il centro e spesso genera una parte significativa degli appuntamenti. Se si ferma, il problema non è soltanto tecnico.
Ci sono clienti prenotate.
Percorsi in corso.
Appuntamenti da riprogrammare. Fatturato che rischia di fermarsi insieme alla macchina. Per questo, quando confronti due laser, prova ad aggiungere alla scheda tecnica qualche domanda:
Chi farà assistenza?
Dove sono disponibili i ricambi?
Quali sono i tempi di intervento?
Cosa succede se il manipolo ha un problema?
Esistono soluzioni per limitare il fermo macchina?
Questi dati probabilmente non faranno bella figura in una brochure. Ma potrebbero diventare molto importanti il giorno in cui ne avrai bisogno.
Quindi, come si confrontano davvero due laser?
Non esiste un unico numero capace di dirci quale sia il migliore. Bisogna guardare contemporaneamente:
potenza e gestione dell'energia;
sorgente**, stabilità** e sua qualità;
configurazione del manipolo;
spot;
frequenza e modalità operative;
sistema di raffreddamento;
ergonomia;
software;
qualità costruttiva;
affidabilità;
documentazione e conformità applicabili;
formazione;
assistenza tecnica;
esperienza e case History**;**
disponibilità dei ricambi.
E poi bisogna aggiungere un'ultima domanda:
questa tecnologia è realmente adatta al mio centro e al modo in cui dovrò lavorare?
Non acquistare un numero
In EsthéBeauty lavoriamo con le tecnologie per l'estetica professionale dal 2007. E negli anni abbiamo visto cambiare continuamente gli argomenti commerciali.
Prima erano i Watt.
Poi le barre.
Poi le lunghezze d'onda.
Domani probabilmente ci sarà un nuovo numero da mettere in evidenza.
I numeri servono.
Le caratteristiche tecniche servono.
Ma devono essere comprese, non semplicemente confrontate.
Per questo, quando qualcuno ti presenta un laser dicendoti:
“Il nostro ha più Watt.”
La domanda successiva potrebbe essere molto semplice:
“Bene. Mi spieghi perché questo mi permetterà di lavorare meglio?”
È dalla qualità della risposta che spesso inizia la vera valutazione di una tecnologia. Perché un laser a diodo non è un insieme di numeri stampati su una brochure. È un sistema nel quale tecnologia, qualità, formazione, metodo e assistenza devono lavorare insieme.
E alla fine, il numero più importante non sarà quello scritto sulla macchina.
Sarà il risultato del lavoro che riuscirai a costruirci intorno.
Semplice. EsthéBeauty**.**



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