Comprare o noleggiare una tecnologia estetica: cosa conviene davvero?
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Hai scelto la tecnologia.
Hai valutato caratteristiche, formazione, assistenza e potenzialità per il tuo centro. Poi arriva una domanda altrettanto importante:
come la pago?
Acquisto diretto, finanziamento o noleggio? Non esiste una risposta valida per tutti. E soprattutto non è detto che la soluzione con la rata più bassa sia quella economicamente più conveniente. La scelta dovrebbe partire da una domanda diversa:
“Quale formula è più adatta al mio centro, oggi?”
Perché acquistare una tecnologia estetica significa fare una scelta tecnica, ma anche imprenditoriale e finanziaria. Vediamo quindi le principali possibilità e, soprattutto, quali domande farsi prima di scegliere.
1. Acquisto diretto: pago oggi e la tecnologia è mia
È la soluzione apparentemente più semplice. Il centro dispone della liquidità necessaria, acquista la tecnologia e ne diventa proprietario secondo le condizioni contrattuali previste. Il vantaggio principale è evidente:
non ci sono rate future legate al finanziamento dell'acquisto.
Questo può rendere interessante l'acquisto diretto soprattutto per un centro con una buona disponibilità finanziaria e con la certezza di voler utilizzare quella tecnologia per diversi anni. Ma c'è un aspetto da non dimenticare.
La liquidità ha un valore.
Immaginiamo una tecnologia da 20.000 €. Avere 20.000 € disponibili non significa necessariamente che spenderli tutti immediatamente sia la scelta migliore.
Quella liquidità potrebbe servire per personale, marketing, ristrutturazioni, altre attrezzature o semplicemente come riserva per affrontare imprevisti. La domanda quindi non è soltanto:
“Posso pagarla?”
Ma:
“È conveniente per la mia attività immobilizzare oggi questa liquidità?”
Sono due domande molto diverse.
2. Finanziamento: divido l'investimento nel tempo
Con il finanziamento il costo della tecnologia viene distribuito attraverso rate periodiche secondo le condizioni previste dal contratto. Per molti centri rappresenta un buon compromesso.
Permette di iniziare a utilizzare subito la tecnologia senza sostenere immediatamente l'intero esborso. Ed è qui che nasce un principio molto interessante:
la tecnologia può contribuire, attraverso il lavoro che genera, a sostenere il proprio investimento.
Ma attenzione.
Questo ragionamento funziona soltanto se la macchina lavora realmente.
La rata non deve essere semplicemente “bassa”
Uno degli errori più frequenti è valutare un finanziamento concentrandosi esclusivamente sulla rata.
“Solo 390 € al mese.”
“Solo 490 € al mese.”
Presentata in questo modo, una tecnologia importante può sembrare immediatamente accessibile. Ma la rata, da sola, dice poco.
Bisogna chiedersi:
per quanti mesi?
Qual è l'esborso complessivo? Quali interessi e costi sono previsti?
Esiste un anticipo?
Ci sono spese aggiuntive?
Quando divento proprietario della tecnologia?
E soprattutto:
quanto deve lavorare la macchina ogni mese per sostenere quella rata?
Questa è la domanda che interessa realmente all'imprenditore.
Facciamo un esempio semplice
Supponiamo di avere una rata di:
500 € al mese.
Ipotizziamo, soltanto per rendere semplice il ragionamento, che dopo aver considerato i costi direttamente collegati al trattamento rimangano mediamente 50 € di margine di contribuzione per seduta.
Servono almeno:
10 sedute al mese
soltanto per generare 500 € di margine. Ma questo non significa che la tecnologia sia diventata redditizia. Abbiamo semplicemente coperto la rata nell'esempio. Il nostro obiettivo non dovrebbe essere:
“La macchina si paga la rata.”
Dovrebbe essere:
“La macchina genera un margine adeguato per il****mio centro.”
Sono due concetti molto differenti.
3. Noleggio o locazione operativa: pago per utilizzare la tecnologia
Un'altra possibilità è utilizzare una tecnologia attraverso una formula di noleggio o locazione operativa, secondo le specifiche condizioni contrattuali. In questo caso il concetto cambia.
Non stiamo necessariamente ragionando sull'acquisto immediato di un bene, ma sul diritto di utilizzarlo per un determinato periodo e alle condizioni concordate.
Può essere una soluzione interessante per chi vuole preservare liquidità, programmare un costo periodico e, in alcuni casi, mantenere maggiore flessibilità. Ma anche qui bisogna evitare un errore.
Pensare:
“Non la compro, quindi rischio meno.”
Non necessariamente.
Un contratto di noleggio è comunque un impegno. Bisogna leggere attentamente durata, condizioni, eventuali penali, servizi inclusi, responsabilità, modalità di restituzione e ciò che accade alla scadenza.
Noleggio non significa sempre la stessa cosa
È importante chiarirlo.
Dietro parole come noleggio, locazione operativa o formula rental possono esserci contratti e condizioni molto differenti. Per questo non fermarti al nome commerciale della formula.
Chiedi sempre:
Quanto dura il contratto?
Qual è il costo complessivo?
È previsto un anticipo?
Assistenza e manutenzione sono comprese? Cosa succede in caso di guasto? Posso interrompere anticipatamente?
Con quali condizioni?
Cosa succede alla fine del contratto? La macchina viene restituita? Esistono eventuali possibilità previste dal contratto alla scadenza?
Prima viene il contratto. Poi il nome della formula.
Quindi è meglio acquistare o noleggiare?
Dipende.
E questa non è una risposta evasiva.
È realmente così.
Pensiamo a due centri.
Centro A
Attività consolidata.
Buona liquidità.
Clientela fidelizzata.
Tecnologia destinata a essere utilizzata per molti anni. In una situazione di questo tipo l'acquisto potrebbe avere perfettamente senso.
Centro B
Attività in crescita.
Liquidità che si preferisce mantenere disponibile. Nuovo servizio da introdurre. Necessità di programmare con precisione i costi mensili. In questo caso un finanziamento o una formula di noleggio potrebbero meritare una valutazione differente.
La tecnologia è la stessa.
È cambiata l'azienda che deve utilizzarla. Ed è proprio per questo che non può esistere una formula migliore in assoluto.
Prima della rata viene il fatturato potenziale
C'è un calcolo che consigliamo sempre di fare.
Prima di chiedere:
“Quanto pago al mese?”
prova a stimare:
“Quanto può realisticamente produrre questa tecnologia ogni mese?”
Non utilizzare lo scenario perfetto. Utilizza quello realistico. Quante clienti puoi trattare? Quanto puoi chiedere per il servizio? Quante sedute richiede mediamente un percorso?
Quanto dura ogni appuntamento? Quali sono i costi direttamente collegati al trattamento? Quanto tempo dell'operatrice viene occupato? Da queste informazioni puoi iniziare a capire se l'investimento è sostenibile.
Facciamo un altro esempio
Immaginiamo una tecnologia con una rata mensile di 500 €. Il centro sviluppa, in maniera realistica, 20 trattamenti al mese. Il prezzo medio incassato per trattamento è 80 €. Il fatturato generato sarebbe:
20 × 80 € = 1.600 € al mese.
Attenzione però.
1.600 € non sono il guadagno.
Dobbiamo ancora considerare costi direttamente collegati al trattamento, personale, consumabili, eventuali commissioni, marketing e tutti gli altri costi pertinenti. Ma questo semplice calcolo ci obbliga già a ragionare da imprenditori.
La domanda non è più:
“500 € di rata sono tanti?”
Diventa:
“Questa tecnologia, nel mio centro, è in grado di creare abbastanza valore da giustificare un impegno di 500 € al mese?”
È una domanda decisamente migliore.
Attenzione alle durate troppo lunghe, ideale sono i 48 mesi…oltre è troppo….
Abbassare la rata allungando il contratto può rendere qualsiasi investimento apparentemente più leggero. Ma una tecnologia estetica vive in un mercato che evolve rapidamente ¾ anni.
Arrivano nuovi sistemi.
Cambiano le esigenze delle clienti.
Cambiano i servizi.
Cambiano le strategie del centro. Per questo bisogna valutare non soltanto quanto paghiamo ogni mese, ma anche per quanto tempo rimarremo impegnati; valutate se ci sono possibilità di “cambio” tecnologia durante il vostro periodo contrattuale.
Una rata di 350 € può sembrare più interessante di una da 500 €. Ma se la prima dura molto più a lungo, il confronto deve essere fatto sul costo complessivo e sulle condizioni contrattuali, non soltanto sull'importo mensile.
E la fiscalità?
È importante, ma qui serve prudenza. Acquisto, finanziamento e locazione possono avere trattamenti contabili e fiscali differenti in funzione della formula utilizzata, del contratto e della situazione dell'impresa.
Per questo la decisione finale dovrebbe essere verificata con il proprio commercialista o consulente fiscale. Un fornitore può spiegare le caratteristiche commerciali e finanziarie della proposta. Ma non dovrebbe sostituirsi al professionista che conosce i conti della tua azienda.
C'è poi un elemento che nessun finanziamento può risolvere
Puoi acquistare.
Puoi finanziare.
Puoi noleggiare.
Ma se la tecnologia rimane ferma in cabina, la formula finanziaria non cambierà il problema. Una macchina non diventa un buon investimento perché ha una rata conveniente. Diventa un buon investimento quando esiste un progetto per farla lavorare.
Servono:
una clientela potenziale;
un servizio ben costruito;
un prezzo corretto;
un protocollo;
personale formato;
comunicazione;
consulenza;
continuità.
E soprattutto bisogna avere un'idea realistica di come quella tecnologia entrerà nel lavoro quotidiano del centro.
Le domande da fare prima di firmare
Prima di scegliere acquisto, finanziamento o noleggio, noi metteremmo sul tavolo almeno questi elementi:
Prezzo della tecnologia.
Anticipo richiesto.
Importo della rata.
Numero delle rate.
Costo complessivo dell'operazione.
Eventuali interessi, commissioni e spese.
Durata dell'impegno.
Condizioni di uscita anticipata**/ cambio** tecnologia, quando****previste.
Servizi e assistenza inclusi.
Condizioni alla scadenza.
E poi aggiungeremmo il dato più importante:
quanto deve lavorare realisticamente questa tecnologia per rendere sostenibile l'investimento?
Il nostro modo di vedere il finanziamento
In EsthéBeauty non crediamo che una formula finanziaria debba servire semplicemente a rendere una macchina apparentemente più economica.
500 € al mese rimangono 500 € al mese.
Devono essere pagati.
Per questo preferiamo ragionare in maniera diversa. Prima analizziamo la tecnologia.
Poi il centro.
Poi cerchiamo di capire come quella tecnologia potrebbe lavorare. E soltanto dopo ha senso valutare quale modalità di acquisizione possa essere più coerente.
Perché il finanziamento dovrebbe essere uno strumento per realizzare un investimento sostenibile, non il motivo per cui decidiamo di farlo.
Comprare, finanziare o noleggiare?
Alla fine la scelta non dovrebbe partire da:
“Qual è la rata più bassa?”
Ma da quattro domande molto più importanti:
Quanto posso investire senza mettere sotto pressione la liquidità del centro?
Quanto penso realmente di utilizzare questa tecnologia?
Per quanto tempo voglio mantenerla?
Quanto valore può generare per la mia attività?
Quando abbiamo risposto a queste domande, possiamo iniziare a parlare di acquisto, finanziamento o noleggio.
Non prima.
Perché una buona tecnologia può essere un investimento importante. Ma una buona tecnologia acquistata con la formula sbagliata può diventare un problema. E una formula finanziaria conveniente non potrà mai trasformare una tecnologia inutilizzata in un buon investimento.
Prima viene il progetto.
Poi viene la tecnologia.
Infine scegliamo come pagarla.
Semplice. EsthéBeauty**.**


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